Università Federico II di Napoli, info contaldo@unina.it
Le proposte del Prof. Italo
Giordano, info italogiordano@tiscali.it
Biodiversità e produzioni tipiche: una ricchezza per l’ambiente e per l’agricoltura
La biodiversità, rappresentata dall’ampia variabilità di germoplasma di piante ed animali che si sono differenziati nella lunga storia dell’evoluzione delle specie, da un lato garantisce l’equilibrio biologico in natura e dall’altra costituisce l’indispensabile materiale di base per assicurare il continuo flusso di nuove varietà e razze, necessarie per incrementare le produzioni agroalimentari.
Questo prezioso patrimonio dell’umanità attualmente è in grave pericolo, per gli innumerevoli fenomeni di erosione causati dai massicci interventi dell’uomo sull’ambiente e dall’abbandono di colture e di specie locali. Si calcola che , nel mondo, circa 50.000 specie vegetali (il 50% del totale) sono minacciate di estinzione.
La valorizzazione delle produzioni tipiche, attraverso il recupero e la salvaguardia di specie e varietà locali (ampiamente presenti nel nostro Paese), può contribuire a frenare questa tendenza.
Tra l’altro, i prodotti tipici si distinguono, oltrechè per le loro particolari caratteristiche organolettiche, anche e soprattutto per la qualità “ecologica” che molti di essi possiedono, in quanto normalmente vengono ottenuti con tecniche di coltivazione a basso impatto ambientale. Il loro recupero consente, inoltre, la riscoperta di aromi e sapori “perduti” e la valorizzazione di importanti nutrienti di elevato valore salutistico in essi contenuti (antiossidanti, ecc.).
Come coltivare le piante rispettando l’ambiente
La crescente sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti delle tematiche ambientali, nonché della qualità e della salubrità dei prodotti agricoli ha spinto, in questi ultimi anni, la ricerca e messa a punto di tecniche di coltivazione alternative, finalizzate all’ottenimento di elevati standard qualitativi, ma allo stesso tempo compatibili con l’ambiente.
Si tratta, in altre parole, di operare una sostanziale inversione di tendenza, passando da un’agricoltura basata essenzialmente sulle rese ad un’agricoltura cosiddetta “sostenibile”, in cui assumono importanza principale la qualità dei prodotti, il rispetto dell’ambiente e la salvaguardia della salute umana.
Si discuterà, pertanto, di agricoltura “integrata” e agricoltura “biologica”, metodi di produzione alternativi all’agricoltura “convenzionale”.
Brevi note sull’Istituto Sperimentale per le Colture Industriali
E’ uno dei 23 istituti di ricerca e sperimentazione agraria del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali. Esso svolge attività di ricerca e sperimentazione su tematiche di miglioramento varietale, tecniche agronomiche, aspetti microbiologici e fitopatologici delle colture industriali di maggiore interesse per l’agricoltura meridionale (pomodoro, patata, leguminose da granella, ecc.), con particolare attenzione alla valorizzazione delle produzioni tipiche ed alla ricerca di tecniche di produzione a basso impatto ambientale. Le ricerche vengono svolte prevalentemente nell’ambito di progetti finalizzati a finanziamento pubblico. L’Istituto possiede, inoltre, un’ampia collezione di germoplasma di specie orticole. I risultati delle ricerche vengono pubblicati su riviste specializzate sia italiane che estere o vengono presentati a convegni sia nazionali che internazionali.